La “ribollita toscana” a giugno vale 16 euro

Cosa voglia dire la parola “ribollita toscana” non è dato sapere, se poi si intende una zuppa di pane o una minestra di pane, allora la cosa è semplice perchè si torna indietro ai piatti di quello che c’era per riempire il corpo con quanto era nell’orto.
Un minestrone a lenta cottura con un soffritto di cipolla e poi fagioli, patate, un poca di carota e tanto cavolo nero (meglio se acciaccato dal gelo).
Piatto invernale, ma che nelle città turistiche viene rivergato anche a giugno quando il cavolo nero è già sfiorito e le piante seccate.
Una deliziosa ciotolina di coccio con dentro tre cucchiaiate di zuppa di pane a 16 nel mese di giugno, per le fave che giungono dall’America, forse è quanto di meglio si meritano giunti nel loro parco divertimenti per le vacanz.

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Mario Cappelli, chiarina del Palio di Siena

Se ne è andata una figura storica del Palio e della Banda Musicale cittadina che dalle trifore di Palazzo Pubblico, come da sopra il Carroccio durante il Corteo Storico, o dai tanti concerti della Banda Città del Palio, ha cadenzato con la sua chiarina e la sua imponente simpatia tante note e tanti istanti lieti chi ama Siena in tutti i suoi riti secolari. Fonte: Il Cittadino.

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Radda Arte con le opere di Sergio Fiorentino

Nel Chianti il blu non è il colore dominante: rappresenta il colore del cielo nelle limpide giornate di giugno e la poltiglia bordolese per i trattamenti all’uva e alle viti.

Il blu marino è il tratto distintivo della ricerca artistica di Sergio Fiorentino, un pittore e scultore nato a Catania, ma residente nel pieno barocco sciliano di Noto, dove in un ex convento ha ricavato la sua casa laboratorio di arte e pensiero.

E’ sulle facciate delle case nel paese (e nella chiesa di Santa Maria Novella) che improvvisamente spuntano dei teli con dei grandi volti di persone in un quilibrio tra memoria, spiritualità e visione.

Importante la collaborazione con il Liceo Artistico «Duccio di Buoninsegna» di Siena, iniziata a febbraio 2026 fino all’allestimento della mostra

Il progetto è curato da Mila Sturm ed organizzato da Radda Estate d’Arte APS, la cui presidente è Barbara Widmer.

La mostra sarà attiva fino al 20 settembre.

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“Solitudine contemporanea”, un manifesto ad Arezzo

Ad Arezzo anche gli sportelli plasticoni dei contatori sono ravvivati con schizzi d’arte e messaggi che fanno riflettere.
In un centro storico che struggeva il cuore a Josè Saramago, i contatori sono addobbati con messaggi in bottiglia lanciati ai posteri nella speranza che si colgano piccoli particolari di un presnete che ai più pare estraneo, soggiogato dalla realtà virtuale.
Spicca una bambina assente per via di cuffie che le ostruiscono l’udito, spicca la stessa bambina con lo sguardo perso immersa in quel telefono che alla sua età non avrebbe da essere per via dell’attenzione concentrata non nei giochi fra coetanei, la sbucciatura delle ginocchia correndo, perdendo quel mondo intorno a lei che si muove e la aiuta a crearsi un’immaginazione propria e non costruita artificialmente.

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Villa Chigi è dove i giovani tornano a baciarsi

La Villa Chigi è oggi un bene comunale dopo l’acquisizione perfezionata alla vigilia di Natale.

L’amministrazione comunale è riuscita a concludere l’acquisizione senza mutui, quindi senza indebitarsi, grazie anche ai contributi della Fondazione Monte dei Paschi e della Regione Toscana.

Un progetto che guarda al futuro e che punta a trasformare la villa e il suo parco monumentale in un grande polo culturale, turistico e sociale per il territorio.
Con i saluti di un commosso Fabrizio Nepi, si apre ufficialmente la giornata di festa per la Villa, con un susseguirsi di prestigiosi ospiti il cui ruolo ha avuto, continuerà ad avere o avrà nel mantenimento e nello sviluppo delle idee in questo grandioso contenitore al momento vuoto.
Agnese Carletti (Presidente della Provincia),, Riccardo Coppini (Presidente della Fondazione Monte dei Paschi e dell’Accademia Musicale Chigiana), Carlo Rossi, (ec Presidente della Fondazione MPS), Anna Nocentini (coordinatrice della Biblioteca Dell’Accademia Musicale Chigiana), Laura Bonelli, (storica dell’arte e curatrice di Vernice Progetti Culturali). C’era anche Simone Bezzini.

Una mole di persone incredibile ha assistito ai saluti istituzionali e a taglio del nastro avvenuto, si è riversata diligentemente in coda per visitare i locali della Villa Chigi finalmente aperti alle persone alle quali appartiene.

Questa lunga estate vedrà di scena molti spettacoli quali il Bruscello alla fine di giugno, Elio Germano e Giobbe Covatta con il “Chianti Festival”, concerti dell’Accademia Musicale Chigiana.
Questo è il luuogo dove – grazie all’Amministrazione Comunale – i ragazzi torneranno a baciarsi.

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Berardenga D-Day: taglio del nastro a Villa Chigi Saracini

La foto che non era mai stata scattata ora c’è: il Consiglio Comunale di Castelnuovo riunito dietro il nasto tricolore – che una volta tagliato – apre definitivamente le porte della “Città proibita”.
Il giorno più lungo di Castelnuovo Berardenga con la vecchia dimora del Conte Guido Chigi Saracini e il suo parco di oltre tre ettari all’ombra dei lecci, opere d’arte, laghetto romantico dei cigni, diventa un luogo Pubblico con pagine bianche di un brillante futuro tutto da scrivere.
Una giornata radiosa per la storia di Castelnuovo Berardenga, con il sindaco Fabrizio Nepi commosso fin nella fascia tricolore. Fonte: Il Cittadino.

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Il pasticciotto leccese

Ad inventare il pasticciotto fu inconfutabilmente un pasticcere di Galatina, tale Nicola Ascalone, nel 1745. Era Giugno e la festa patronale di San Pietro e Paolo si avvicinava sempre di più. Per l’occasione, come ogni anno, il paese si sarebbe notevolmente movimentato e sarebbero giunte nei paraggi della Chiesa Madre frotte di tarantate lì sospinte nella speranza di ricevere, per intercessione dei patroni, una guarigione miracolosa. Insomma, tra tarantate e forestieri, l’occasione di vendere dolci era ghiotta. Il pasticcere decise dunque di inventare qualcosa di unico e speciale, da proporre e vendere in abbondanza ai forestieri giunti per la festa patronale. Quel giorno si trovò tra le mani dei ritagli di pasta frolla avanzati durante le lavorazioni precedenti. Ebbe così l’idea di creare piccole formine di rame dove preparare delle mini tortine farcite alla crema. Nasceva così il pasticciotto.

la pasticceria Ascalone si trova ancora nella sua sede storica, a due passi dalla Chiesa Madre, in virtù di un contratto di locazione stipulato dai loro avi ed ancora in vigore. A guidarla sono i figli di Andrea Ascalone, scomparso nel 2015, conosciuto in paese per la sua grandissima passione per il pasticciotto. Non era inusuale vederlo agitarsi di fronte ad un vassoio (una guantiera, come lì si usa dire) di pasticciotti maneggiato incautamente, e si dice che lo stesso Pontefice Giovanni Paolo II sia rimasto veramente conquistato dal pasticciotto leccese di Ascalone. Fonte: La terra di Puglia.

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Stefania Sandrelli fa ottanta

Colpa del cinema se nei ricodi si fissa un’impronta e lo si porta come bagaglio di un colpo di luce, di un fiore nel campo, di una battitura del grano, di occhi intensi che attraversano il tutto.

La maestrina Anita Furlan (dallo sguardo fiero e risoluto) che insegna a leggere e a scrivere ai contadini e spiega loro come non farsi fregare dal fattore e diventa poco dopo la moglie compagna di Olmo nel film “Novecento” di Bernardo Bertolucci.
Mente di porcellana purissima prodotta in singola copia a Viareggio, bimba in film celestiali, farmacista a Viterbo corteggiata dal maresciallo Rocca, parentesi chiantigiana intorno Vertine, scorrazzata in Vespa tra le profondità del capoluogo e l’aria fina soprastante ai tempi di “Con gli occhi chiusi” e intorno Brolio e Geggiano nella versione di “Io ballo da sola” sempre di Bertolucci.
Ottantant’anni non passano invano quando si è Stefania Sandrelli.

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La volpe che mangia le fragole nei vasi

Rientra nel censimento e nel registro delle anime di Vertine la volpe maschio che da qualche mese è diventato una specie di mascotte del paese che tutti coccolano tranne una signora che tiene le fragole nei vasi e ogni mattina intrattiene una dura lotta con la granata per salvare quelle fragoline che ciondolano dai conchini… invitanti non appena cambiano colore, lavate dalla romantica rugiada (guazza) della notte.

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Berardenga, la Pubblica Assistenza alla Festa della Repubblica

Un atto di gentilezza rivolto al prossimo è un gesto eversivo per questi tempi dove la superficialità. la smania di ostentare e pretendere senza mai dare, sono le “virtù” per un moderno andare.
Ma in queste tenebre – per fortuna – si scorge una fioca briciola di luce in tutte quelle persone che donano parte del loro tempo ai meno fortunati, o curano con piccoli gesti e carezze il luogo dove vivono.
Le Associazioni del Volontariato erano presenti alle celebrazioni per la Festa della Repubblica in Piazza Duomo a Siena… era presente la delegazione della Pubblica Assistenza di Castelnnuovo Berardenga.
Se c’è una speranza, la gentilezza dei volontari è il seme di momenti migliori.

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